Notizie e pubblicazioni
Filtri
I nostri fondi
Attualità

IA: spazio al dubbio?
«We must pace the frontier». La frase non proviene da un’azienda in difficoltà di fronte all’IA, ma dall’amministratore delegato di Anthropic in persona. In un post, quest’ultimo invita a porre un freno allo sviluppo sfrenato dei modelli di frontiera, sottolineando le questioni di sicurezza e controllo che essi sollevano, e auspica un coordinamento politico a livello internazionale. Per una volta, Elon Musk, Demis Hassabis (Google DeepMind) e persino Sam Altman gli hanno dato ragione. Quest’ultimo ha inoltre colto l’occasione per annunciare ufficialmente il rinvio dell’offerta pubblica iniziale di OpenAI. L’IA è così potente da mettere in discussione la regola, finora indiscussa, della ricerca di quote di mercato e della creazione di valore a favore di una maggiore regolamentazione? Gli investitori hanno tutto il diritto di porsi questa domanda.
Le risposte dei governi cinese e statunitense a questo tentativo di regolamentazione endogena non si sono fatte attendere. Pechino ha respinto la richiesta di cooperazione per motivi di sovranità. Da parte sua, il Presidente ha spazzato via con un tweet rabbioso le riflessioni del paladino dell’altruismo efficace. Infatti, Donald Trump ritiene che «l’unico controllo o le uniche “misure di protezione” di cui l’IA ha bisogno è un PRESIDENTE FORTE E INTELLIGENTE (con un QI elevato!), e gli Stati Uniti ne hanno in abbondanza!». Nulla di sorprendente, se si pensa che gli Stati Uniti e la Cina si sono lanciati in una corsa tecnologica, in cui il vantaggio dei primi si sta visibilmente riducendo a causa della distillazione* e della combinazione** dei modelli cinesi.
Due giorni prima del post del suo capo, Anthropic aveva pubblicato l’Econ Scenario Explorer, un simulatore che modella i percorsi economici per il 2030. Queste simulazioni offrono una lettura diversa dagli scenari di «apocalisse del lavoro» pubblicati finora. I suoi ricercatori ritengono che gli aumenti di produttività indotti da questa rivoluzione tecnologica saranno ampiamente sbilanciati a favore del capitale e quindi a scapito del lavoro, riducendo di fatto il peso dei salari nell’economia. Pertanto, una potenziale pressione duratura sui redditi da lavoro potrebbe gravare sui consumi e, in ultima analisi, sulla crescita. Scommettiamo che i governi abbiano ben presente questo rischio e intendano compensarlo con maggiori investimenti da parte delle imprese.
Al di là degli aspetti geopolitici e macroeconomici, è difficile non collegare l’appello alla moderazione di Dario Amodei al progetto di quotazione in borsa della sua società previsto per quest’anno. In vista di tale evento, Anthropic dovrà presentare ai suoi futuri azionisti un conto economico e delle previsioni sul flusso di cassa. Un rallentamento degli ingenti investimenti legati allo sviluppo dei modelli più avanzati, come Claude Fable 5.1, renderebbe probabilmente più allettante il term sheet. Al di là dell’evidente impatto finanziario a breve termine, una regolamentazione più onerosa potrebbe avere l’effetto di «congelare le posizioni», dato che i grandi attori hanno i mezzi per sostenere elevati costi di conformità, a differenza dei piccoli laboratori e degli attori dell’open source. Come nel settore bancario, i meccanismi di controllo costituirebbero anche una barriera all’ingresso più elevata.
L’analisi delle passività fuori bilancio degli hyperscaler non fa presagire un rallentamento della spesa per le infrastrutture. Il Wall Street Journal ne ha opportunamente fornito una sintesi e le cifre fanno girare la testa: 2,4 trilioni di dollari! La maggior parte riguarda i contratti di locazione per i data center (904 miliardi di dollari), mentre il resto si ripartisce tra acquisti di chip, energia e servizi. Meta, che da sola registra 696 miliardi di dollari di passività fuori bilancio, ha respinto in blocco, per bocca di Mark Zuckerberg, l’appello a rallentare il ritmo di sviluppo, ritenendo che il rischio legale e i meccanismi di mercato siano in grado di fungere da freni.
Un inasprimento dei requisiti di controllo potrebbe quindi portare a reindirizzare una parte delle spese verso la sicurezza informatica e la sorveglianza dei modelli, attraverso l’aumento dei test e la supervisione automatizzata. In questo caso, gli investimenti in conto capitale (capex) per le infrastrutture di calcolo rimarrebbero invariati. È del resto questa l’opinione della maggioranza degli investitori, stando all’ultimo sondaggio della Bank of America: il 79% di essi ritiene che quest’anno non ci sarà una riduzione delle spese di investimento.
Mentre il settore si interroga sul controllo di questa tecnologia in piena espansione, cominciano ad emergere casi d’uso quantificati, come quello presentato di recente dalla piattaforma cloud ServiceNow durante una conferenza: il suo amministratore delegato ha annunciato di aver implementato venti agenti internamente. I compiti svolti da questi agenti sono stimati in circa 2,5 milioni di ore di lavoro manuale, pari a un valore di un miliardo di dollari.
Nonostante la quantificazione del ritorno sull’investimento dei progetti di IA, l’iniziativa del CEO di Anthropic ha avuto l’effetto di un wake-up call sui settori più consolidati del comparto tecnologico, in particolare quello dei semiconduttori. Le violente liquidazioni di posizioni hanno fatto scendere questo sottosettore del 6% lunedì 14 settembre***, in contrapposizione al rimbalzo del paniere AI loser, con il software in testa. Questi movimenti inaspettati e la ripresa della volatilità che li accompagna ricordano agli investitori che il concetto di diversificazione del rischio azionario è ben lungi dall’essere diventato obsoleto…
*Distillazione: tecnica che consiste nel trasferire la conoscenza da un modello di IA grande e complesso (l’insegnante) a un modello più piccolo e veloce (l’allievo);
**Combinazione di esperti: l’elaborazione dei token viene effettuata da sottoreti specializzate;
*** Indice Sox.
Testo redatto il 25 settembre 2026 da Pierre Pincemaille, Secrétaire général della Gestione.
Il presente commento della gestione è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.
DNCA Investments è un marchio commerciale di DNCA Finance.










