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- Un team di gestione esperto e complementare il cui DNA si basa su un approccio di crescita qualitativa a un prezzo ragionevole e sul dialogo con le aziende.
Commento di gestione · Settembre 2026
6 minuti
A settembre, i mercati azionari mondiali hanno registrato andamenti contrastanti, in un contesto caratterizzato dal perdurare delle tensioni geopolitiche, dall’aumento dei prezzi dell’energia e dall’inasprimento delle politiche monetarie. Negli Stati Uniti, ad esempio, sebbene l’S&P 500 abbia registrato un calo di appena lo 0,5% nel mese, questo dato nasconde una forte disparità tra, da un lato, il rialzo dei titoli tecnologici (i “Magnificent 7” a +4,2%, Nasdaq a +1,9%) e, dall’altra, il resto del mercato, che registra un netto calo (S&P 500 equal-weighted a -4,8%, Russell 2000 a -5,3%). Al di fuori degli Stati Uniti, il Giappone è l’unico mercato a registrare performance positive (+1,2% per il Nikkei 225), mentre l’Europa (-2,4% per lo Stoxx Europe 600) e la Cina (-5,6% per il CSI 300, -3,3% per l’Hang Seng) registrano cali marcati.
Le tensioni in Medio Oriente, con l’intensificarsi del conflitto nello Stretto di Ormuz e la sua successiva estensione a Bab el-Mandeb, hanno perturbato i flussi petroliferi, portando il Brent a 98 dollari, con un aumento del +6,5% nel mese. Insieme agli indicatori di attività positivi sia negli Stati Uniti (PMI composito al massimo degli ultimi 5 anni) che in Europa, questo aumento dei prezzi dell’energia ha riacceso le pressioni inflazionistiche. Seguendo l’esempio della BCE, la Fed ha reagito aumentando i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,75%-4,00%, segnalando al contempo un probabile ulteriore inasprimento. Di conseguenza, il tasso statunitense a 10 anni ha superato il 5% per la prima volta dal 2007, penalizzando i titoli a lunga durata, in particolare il settore immobiliare, i servizi di pubblica utilità e le società in crescita con valutazioni elevate.
Nel settore tecnologico, la forza della domanda legata alle infrastrutture di intelligenza artificiale ha continuato a prevalere sull’effetto sfavorevole dell’aumento dei tassi. Il lancio di Muse da parte di Meta, seguito da quello degli agenti persistenti «dots» in occasione del DevDay di OpenAI alla fine del mese, conferma il progressivo passaggio dagli agenti conversazionali a strumenti in grado di agire in modo autonomo e continuo per conto degli utenti. Più esigenti in termini di calcolo rispetto ai semplici chatbot, questi nuovi utilizzi rafforzano la necessità di capacità di inferenza. Questo aumento della domanda è già percepibile, sia attraverso il consumo di token, che è più che raddoppiato da luglio, sia attraverso i prezzi di noleggio delle GPU, in costante aumento. Sebbene l’implementazione di queste infrastrutture rimanga estremamente onerosa in termini di capitale, la revisione al rialzo delle previsioni di redditività degli hyperscaler per il 2027 suggerisce che l’accelerazione degli utilizzi stia iniziando a migliorare la visibilità sulla loro monetizzazione e sul ritorno sull’investimento.
In questo contesto, DNCA Invest Global New World registra una performance di 5,21%, in calo rispetto al proprio indice di riferimento a 5,72%.
I principali contributori alla performance di settembre sono stati Meta (+29,7%), Advanced Micro Devices (+32,9%) e Intel (+37,4%). Come accennato in precedenza, Meta ha beneficiato del successo del lancio di Muse, il suo agente di IA in grado di eseguire autonomamente compiti complessi, che è rapidamente diventato l’applicazione più scaricata negli Stati Uniti. Questa accoglienza ha rassicurato gli investitori sulla capacità del gruppo di monetizzare i propri ingenti investimenti nell’IA al di là della sua storica attività pubblicitaria. Il successo di Muse ha inoltre determinato una rivalutazione delle prospettive di domanda per le CPU, indispensabili per orchestrare le molteplici attività svolte in modo continuo dagli agenti. AMD ha così beneficiato della sua doppia esposizione a CPU e TPU, nonché dei nuovi segnali di tensione sulle capacità di calcolo nel cloud. Intel ha amplificato questo movimento grazie alla sua forte esposizione alle CPU per server, rafforzata dalle dichiarazioni del suo management secondo cui il gruppo poteva soddisfare solo circa la metà della domanda dei propri clienti.
Al contrario, i principali freni al rialzo sono stati Netflix (-12,2%), Momenta (-36,2%) e Broadcom (-2,8%). Netflix ha risentito delle preoccupazioni relative al rallentamento dell’engagement (numero di ore trascorse sulla piattaforma) negli Stati Uniti, unite a un mancato rinnovo del catalogo. Il titolo Momenta, dal canto suo, ha registrato un forte calo dopo la pubblicazione dei primi risultati semestrali dalla sua quotazione in Borsa. Nonostante una crescita dei ricavi del +76% e una perdita rettificata quasi azzerata, l’assenza di un calendario preciso per il raggiungimento della redditività e il forte aumento annunciato degli investimenti in R&S e nelle capacità di calcolo hanno riacceso i timori relativi al consumo di liquidità. Infine, il titolo Broadcom ha risentito di una previsione di fatturato trimestrale leggermente inferiore alle attese, nonostante i solidi risultati del terzo trimestre e un rialzo degli obiettivi di fatturato legati all’IA nel medio termine.
Per quanto riguarda i movimenti, a settembre abbiamo realizzato una parte dei nostri profitti sui titoli Meta, Thermo Fisher Scientific e Okta dopo i recenti rialzi. Parallelamente, i titoli Cerebras, Dexcom, Minimax, Toast, Veeva e Xiaomi sono usciti dalla nostra selezione.
NAV
Al 28/10/2026
Livello di rischio
Indicatore sintetico di rischio secondo PRIIPS. 1 corrisponde al livello più basso e 7 al livello più alto.
Rischi
- Rischio azionario
- Rischio legato alla gestione discrezionale
- Rischio di liquidità
- Rischio associato agli investimenti in small e mid cap
- Rischio di perdita di capitale
- Rischio di tasso d’interesse
- Rischio di cambio
- Rischio di credito
- Rischio relativi agli investimenti nei paesi emergenti
- Rischio d’investimento in derivati o in strumenti che contengono derivati
- Rischio di controparte
- Rischio ISR
- Rischio legato alla detenzione di obbligazioni convertibili, scambiabili o rimborsabili
- Rischio Stock Connect
- Rischio di sostenibilità
Performance e volatilità
Al 28/10/2026
Le performance passate non costituiscono in alcun modo garanzia di quelle future. Le performance sono calcolate da DNCA Finance, al netto delle commissioni di gestione. I rendimenti illustrati sono al lordo degli oneri fiscali; Prima dell'adesione leggere il Prospetto ed il KIID disponibili presso i soggetti collocatori e nella sezione dedicata del presente sito. Il presente fondo non garantisce il recupero del capitale investito.
Ripartizione geografica
Al 30/09/2026
Performance
Al 28/10/2026
- DNCA INVEST GLOBAL NEW WORLD assorbe DNCA GLOBAL NEW WORLD
- Cambio di benchmark: in precedenza MSCI All Countries World, sostituito da MSCI ACWI IMI Digital Economy USD.
- DNCA INVEST GLOBAL NEW WORLD assorbe DNCA INVEST GLOBAL LEADERS
- DNCA INVEST GLOBAL NEW WORLD assorbe DNCA INVEST GLOBAL EMERGING EQUITY
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Team di gestione
Cédric Pointier
Gestore - Analista
Cédric si è laureato all’Università Paris XIII ed è membro della Società Francese degli Analisti Finanziari (SFAF).
Ha iniziato la sua carriera negli investimenti nel 2000 e ha sviluppato una solida esperienza presso Deutsche Bank & EISON, Groupama AM, Ostrum AM e DNCA Finance.
Nel giugno 2020 è entrato in DNCA Finance come Gestore-Analista azionario e Responsabile del team specializzato nelle imprese innovative e tecnologiche.
Note
* Data di lancio : 03/09/2021
Menzioni legali
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