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13 Luglio 2018
Disperata ricerca di superperformance

I mercati continuano ad evolversi mentre i negoziati tra cinesi e americani procedono senza direzione. Da diversi mesi a questa parte, c'è stato un fenomeno di << de-risking>> dei portafogli, soprattutto in Europa. La Commissione europea ha appena rivisto al ribasso l'obiettivo di crescita economica per il 2018 (2,1% contro il 2,3%)....

6 luglio 2018
Donald vince la prima manche

Donald Trump ha sicuramente guidato e pilotato questo primo semestre sui mercati. Mettendo in pratica le sue minacce protezionistiche, ha imploso l'ordine globale-liberale spingendo tutti i partner commerciali statunitensi 1/ a riconoscere la supremazia dello Zio Sam e 2 / a rispondere con misure di ritorsione. Questo scenario non è ancora allarmante, ma potrebbe tradursi a lungo termine in rischio di una stagflazione molto dannosa. L'Europa, nel frattempo, è stata colpita da un calo del suo slancio macroeconomico, a differenza degli Stati Uniti, che...

29 giugno 2018
Gli Europei di fronte al loro destino

Per definire il calcio, è consuetudine dire che è un gioco di palla (coi piedi) che si gioca undici contro undici e che alla fine è sempre la Germania a vincere. Questo (per fortuna) non è sempre vero. La sconfitta della Mannschaft può servire da lezione per Angela Merkel e il sistema politico tedesco nel suo insieme. Il mancato rinnovamento nel calcio come in politica crea le condizioni per il fallimento individuale e collettivo. Sotto pressione dalla CSU bavarese, potente e conservatrice, Angela Merkel, inarrestabile ma oggi scossa dall'americano...

22 giugno 2018
Il cambiamento è ora… e lo sarà sempre

Con la General Electric estromessa dall'indice del Dow Jones dopo oltre cent’anni di fedele servizio e record su record per Facebook, Amazon e Netflix, gli indici americani stanno definitivamente seppellendo la vecchia economia. Per diverse settimane, titoli azionari growth, titoli "millennial" e titoli legati al settore della tecnologia hanno sempre vinto, nonostante i generosi multipli di valutazione, relegando i temi value all'oblio dei portafogli azionari. C'è un'aria di Nifty-Fifty dagli anni '60 agli anni '70, quando i valori elevati di PE...

15 giugno 2018
Super Mario è tornato

Il salvatore dell’Europa ha colpito ancora. Mario Draghi, l'eterno europeo, ha dato visibilità ai mercati sulla politica monetaria della BCE. Nel menu, ora propone una riduzione dell'importo degli acquisti di attività da 30 miliardi di euro a 15 miliardi di euro al mese da fine settembre e un arresto totale di tali acquisti nel dicembre 2018.

Un probabile primo rialzo dei tassi avrebbe luogo durante l'estate 2019 a seconda delle condizioni macroeconomiche. Da una parte i mercati e, più in generale, i multipli di valutazione non resistono ai tweet di...

8 giugno 2018
Consumi e protezionismo

In un momento in cui le misure protezionistiche e i dazi doganali abbondano, potrebbe essere interessante richiamare i fondamenti del protezionismo. Friedrich List, un economista tedesco e oppositore di Adam Smith, vide il protezionismo come un periodo di transizione per le imprese nazionali per adattarsi alla concorrenza internazionale. Lo ha chiamato "educazione protezionista". Probabilmente è anche la filosofia dietro al sistema cinese che implica il trasferimento di tecnologia, che ha limitato la formazione di capitale in JV e ha costretto il...

1 giugno 2018
L’Italia si è ritrovata ai piedi del muro dell’Europa e dei mercati.

L’Italia si è ritrovata ai piedi del muro dell’Europa e dei mercati. Il presidente Mattarella si è quindi, in un primo momento, rifiutato di istituire un governo la cui pietra miliare (Ministro dell’Economia) si è dimostrato incompatibile con il sistema dell’Eurozona (o la sua esistenza). Due mesi dopo i risultati delle elezioni, l’Italia non aveva ancora un governo (che francamente non è preoccupante per la gestione degli affari correnti)) e il costo del finanziamento di tutti gli agenti economici (Stato, enti locali, banche, imprese, consumatori) è...

24 maggio 2018
Il debito italiano mette i mercati sotto pressione

I mercati continuano a temere le conseguenze della formazione del progetto di governo italiano. I tassi a lungo termine italiani si sono mossi di 60 punti base nell’ultima settimana. Anticipare l’esplosione dell’Eurozona da adesso sembra tuttavia un po’ prematuro. Lo scenario greco ci insegna che alla fine, l’appartenenza ad una zona monetaria forte (governata dalla Germania) prevale per il momento sui presunti vantaggi di un’uscita disorganizzata con l’istituzione di una moneta locale. D’altro canto, constatare che l’Euro e la zona monetaria nel suo...

18 maggio 2018
La rivincita degli indici nel 2018?

La settimana è stata complicata per i mercati finanziari che hanno dovuto affrontare in successione i tassi a 10 anni americani che hanno raggiunto la barriera del 3,1%, il prezzo del petrolio sempre in rialzo con il Brent vicino agli 80$, il fallimento (sicuramente provvisorio) delle negoziazioni sulla formazione del governo italiano. I due partiti italiani (Movimento 5 stelle, Lega) dovrebbero essersi finalmente messi d’accordo su un insieme di proposte comprendenti stimolo fiscale e spesa pubblica. Questa alleanza va chiaramente a sfidare l’Europa...