06 Aprile 2018

Pechino e Washington soffiano aria calda e fredda sui mercati

Commento di gestione

Gli investitori reagiscono al soffio caldo e al vento freddo delle negoziazioni in corso tra gli Stati Uniti e la Cina. In fondo, la comunità finanziaria spera che il 40% di PIL cumulato tra le due grandi potenze economiche troverà un terreno d’intesa. La retorica bellicosa sui dazi doganali, anche se gli impatti si contano in centinaia di miliardi di dollari, ha in realtà più un effetto psicologico sulla fiducia degli investitori che di conseguenze tangibili sulla crescita mondiale.

Questa rispecchia anche un cambiamento di funzionamento dell’amministrazione americana che adesso ritiene di poter recuperare più in termini di confronti bilaterali che non consensi multilaterali. Questo contesto sopraggiunge in un momento in cui gli indicatori macroeconomici mostrano un leggero rallentamento a Marzo rispetto al picco di Gennaio.

Dopo la fase di accelerazione ciò diventa comprensibile, ma non significa che la crescita mondiale risulti evanescente. Questa infatti resta su livelli elevati ma l’Europa dovrà trovare le risorse interne (le riforme) per non soffrire troppo delle relazioni Cina-America. La situazione dei tassi di interesse (a lungo termine) riflette inoltre questo timore sul ritmo di crescita. L’inflazione non è ritenuta più sufficiente e l’avversione al rischio ha dominato il mese di Marzo.

La fine delle negoziazioni tra USA e Cina non è nota. Essa rimane il filo conduttore dei mercati al momento. Tuttavia non trascuriamo la realtà dei numeri. Quando le imprese pubblicheranno i propri risultati, sarà il momento di verificare la salute della microeconomia, specchio della macroeconomia. Per gli investitori, il 2018 è sicuramente un anno un po’ più insidioso del 2017 e con un contesto meno favorevole. Ma ciò non vuol dire che le performance (soprattutto borsistiche) non risulteranno all’altezza. Queste saranno soltanto più difficili da conseguire poiché gli investitori avranno meno supporti a disposizione. In Hindi, lo si definisce il “jugaad” (fare più con meno).

Testo redatto il 6 aprile 2018 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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Gli investitori reagiscono al soffio caldo e al vento freddo delle negoziazioni in corso tra gli Stati Uniti e la Cina. In fondo, la comunità finanziaria spera che il 40% di PIL cumulato tra le due grandi potenze economiche troverà un terreno d’intesa. La retorica bellicosa sui dazi doganali, anche se gli impatti si contano in centinaia di...
2018-04-06