12 Marzo 2018

Donald Trump dirige l’orchestra dei mercati finanziari

Commento di gestione

I risultati delle elezioni italiane alla fine non hanno portato volatilità come il referendum dello scorso anno. Si potrebbe dedurre ironicamente che circa 30 milioni di italiani hanno votato per assistere alle dimissioni di Matteo Renzi. Eppure, il suo partito (PD), come tutti gli altri, potrebbe sempre fare la parte dell’arbitro nella formazione di un governo di coalizione o molto semplicemente nel sostegno legislativo a un governo tecnocratico. Non c’è, come d’abitudine, alcuna certezza sul governo italiano. I mercati si sono abituati e del resto la situazione economica attuale non è paragonabile a quella del 2011. I surplus commerciali sono positivi e la crescita è rivista al rialzo. Le riforme del mercato del lavoro sortiscono il loro effetto.

Nell’Eurozona la BCE ha leggermente ridotto la sua comunicazione rinunciando nel suo discorso a una politica sempre più accomodante. Gli importi degli acquisti mensili rimarranno stabili a 30 mld€ fino a settembre 2018. Il prolungamento di 3 mesi resta possibile ma dipenderà dai titoli obbligazionari disponibili. Gli stessi vincoli pesano sulla Banca del Giappone che, anche lei, ha comprato molto. Il primo rialzo dei tassi è atteso dai mercati nel 2019. Il problema sarà sapere in quale trimestre avrà luogo. Tutto dipenderà dal livello di crescita economica nell’Eurozona e dal celebre obiettivo dell’indice di inflazione al 2%.

Donald Trump si dimostra colui che porta il vero movimento ai mercati finanziari. Lo si è visto in particolare in seguito all’annuncio delle sue misure protezionistiche (che avranno delle eccezioni soprattutto con i suoi partner dell’Accordo Nordamericano per il Libero Scambio: NAFTA) e dell’annuncio del suo possibile incontro con il leader Nord-coreano Kim Jung Un. Nel primo trimestre, i mercati finanziari continueranno ad essere agitati tra le forze centrifughe e centripete del capitalismo.

Donald Trump, Xi Jinping e le Banche Centrali saranno gli arbitri di questa disputa. In mezzo a questa virulenza verbale e mediatica, l’Europa o il Giappone tenteranno di mantenere la rotta per affrontare ognuno le proprie sfide (convergenza economica per la zona Euro e adattamento al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione per l’Arcipelago nipponico).

Testo redatto il 12 marzo 2018 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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I risultati delle elezioni italiane alla fine non hanno portato volatilità come il referendum dello scorso anno. Si potrebbe dedurre ironicamente che circa 30 milioni di italiani hanno votato per assistere alle dimissioni di Matteo Renzi. Eppure, il suo partito (PD), come tutti gli altri, potrebbe sempre fare la parte dell’arbitro nella...
2018-03-12