16 Marzo 2018

Tutto ciò che è eccessivo è insignificante?

Commento di gestione

“Sei licenziato!”. Ecco in pratica quello che Donald Trump ha detto al suo segretario di Stato, Rex Tillerson, un po’ alla maniera dello show televisivo The Apprentice che il presidente degli Stati Uniti conduceva tempo fa. L’autorità del Presidente Americano non la si vede soltanto in base alla sua gestione delle risorse umane.  Così ha bloccato la fusione prevista dalla società singaporiana Broadcom su Qualcomm invocando l’argomento della sicurezza informatica. In tutto il mondo, gli Stati cominciano ad innalzare barriere contro la fuga delle loro pepite d’oro o delle loro tecnologie.

Nell’Eurozona, i poteri forti cercano di creare dei campioni nazionali o transeuropei (Alstom/Siemens Transport) per tenere testa alla concorrenza internazionale. Lo Stato finlandese ha rilevato, inoltre, il 3,3% del fornitore di telecomunicazioni Nokia. La Cina vigila gelosamente il suo tesoro (le terre rare) di cui detiene circa il 90% dello sfruttamento mondiale. Il Giappone conserva, malgrado le critiche, ancora la struttura di azionariato dei “Keiretsu” (conglomerati). Le iniziative protezioniste sono oggi analizzate come eventuali ostacoli alla riuscita della globalizzazione. Il presidente americano non è alla sua prima prova generale con annunci di dazi doganali su acciaio e alluminio. Lui aveva già prospettato la minaccia di una tassa alla frontiera (border tax adjustement) senza un successivo reale effetto.

Lo statista francese, Charles-Maurice de Talleyrand, aveva l’abitudine di dire che tutto ciò che è eccessivo è insignificante. Più le parole sono dure e forti, più l’azione rischia di essere moderata. Le minacce talvolta possono bastare ad influenzare le azioni dei concorrenti o dei nemici. Nel corso della tripla svalutazione del Renminbi decisa nell’agosto del 2015 dall’autorità monetaria cinese, gli stessi timori di guerra commerciale mondiale dal punto di vista dei tassi di cambio si erano ripresentati salvo poi scomparire qualche tempo dopo. L’ambiente macro e micro-economico è ben differente dal 2015. Se la crescita degli utili dovesse essere confermata e se la retorica bellicosa svanisse poco alla volta, potremmo vedere nel secondo semestre del 2018 un buon rimbalzo dei mercati azionari, specialmente europei (essendo il Nasdaq, in particolare, già avanti da tempo).

Testo redatto il 16 marzo 2018 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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“Sei licenziato!”. Ecco in pratica quello che Donald Trump ha detto al suo segretario di Stato, Rex Tillerson, un po’ alla maniera dello show televisivo The Apprentice che il presidente degli Stati Uniti conduceva tempo fa. L’autorità del Presidente Americano non la si vede soltanto in base alla sua gestione delle risorse umane.  Così ha...
2018-03-16