13 Ottobre 2017

Alla vigilia delle pubblicazioni del terzo trimestre, i mercati sono portati dalla buona salute delle economie americane e europee.

Commento di gestione

I dati riguardo l’impiego migliorano ancora negli USA e anche la situazione economica europea migliora continuamente (produzione industriale a +3.8% contro il +2.6% atteso). La crisi catalana seppure non ancora risolta non ha fatto crollare i mercati, e le negoziazioni per il Brexit dimostrano tutta la difficoltà dell’uscire dalla camicia di forza di un’unione doganale e commerciale. Stanno per iniziare le pubblicazioni dei risultati del terzo trimestre sia negli Stati Uniti che in Europa. Il rischio di delusione pare debole dato che il momentum su attività industriali e servizi si è dimostrato solido negli ultimi dati degli indicatori di fiducia e nei discorsi dei dirigenti aziendali in tutte le zone del mondo. Nello stesso tempo però notiamo risultati leggermente inferiori alle attese nel settore delle telecomunicazioni e della tecnologia negli Stati Uniti (AT&T, Juniper). L’accumulazione di debiti (pubblici e privati) nel mondo e il pilotaggio del rialzo dei tassi restano  i due fondamentali punti interrogativi a medio termine per il sistema capitalista attuale.

Oltre alla problematica monetaria, la robotizzazione e la digitalizzazione esercitano una forte pressione sulle dinamiche e sulle logiche storiche del mercati del lavoro come l’invecchiamento della popolazione, che agisce da freno naturale alla crescita e come peso supplementare sul sistema sanitario e pensionistico. I rischi a breve termine sono in effetti poco numerosi poiché il ciclo di accelerazione della crescita mondiale non dimostra alcun segno di rallentamento. Il balzo tecnologico che l’umanità sta vivendo è gigantesco. A medio termine (2018 ed oltre), le eterne domande che tormentano gli investitori dalla crisi dei subprime nel 2008 rinasceranno: come vivere con il peso del debito pubblico? Come assorbire questa massa di liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali dall’inizio di queste politiche accomodanti? Possiamo immaginare una vita senza distribuzione di crediti a famiglie e imprese? Come tenere a freno l’aumento dei prezzi immobiliari? Come si possono gestire le disuguaglianze sociali all’interno dei paesi e all’esterno delle aree privilegiate? Come possiamo rafforzare le democrazie evitando l'instabilità e l'ignoranza inerenti alle elezioni e al suffragio universale?

Testo redatto il 13 ottobre 2017 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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I dati riguardo l’impiego migliorano ancora negli USA e anche la situazione economica europea migliora continuamente (produzione industriale a +3.8% contro il +2.6% atteso). La crisi catalana seppure non ancora risolta non ha fatto crollare i mercati, e le negoziazioni per il Brexit dimostrano tutta la difficoltà dell’uscire dalla camicia di...
2017-10-13