10 Maggio 2017

"La vittoria di Emmanuel Macron allontana per cinque anni lo spettro della politica estremista in Europa."

Commento di gestione

Di Igor de Maack,
Gestore e Portavoce della Gestione
 

 

"Gli investitori privilegeranno all’unanimità i titoli azionari francesi insieme a quelli europei all’interno della loro asset allocation."

 

La democrazia ha sconfitto ancora una volta, non senza difficoltà, la piaga dell’estremismo politico. Austria, Spagna, Italia, Olanda e ora la Francia hanno scelto la via della saggezza e della continuità, anche se non si può negare che, nel vecchio continente, le cose si siano fatte più complicate dal 2008.

Il sangue freddo degli elettori democratici ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore di un presidente il cui programma economico è social-liberale, serio e pro euro. Gli elettori hanno respinto le ombre populiste, i programmi economici poco trasparenti e le promesse di una spesa pubblica insostenibile.

La vittoria di Emmanuel Macron allontana per cinque anni lo spettro della politica estremista in Europa. Dovrà comunque ottenere una maggioranza parlamentare in termini assoluti, o anche relativi, in grado di approvare il programma delle riforme e di creare il famoso “shock di fiducia”. Ovviamente gli investitori nazionali e internazionali privilegeranno all’unanimità i titoli azionari francesi insieme a quelli europei all’interno della loro asset allocation. Il mercato immobiliare, asset class di rendita, non dovrebbe rappresentare la priorità del prossimo governo francese, che intende puntare alla crescita del risparmio finanziario nelle attività produttive.

È arrivato il momento di riconcentrarsi sull’economia perché l'area Euro sta confermando, giorno dopo giorno, la sua ripresa economica. Le prime pubblicazioni dei risultati trimestrali sono solide e il commercio mondiale si è avviato verso una timida ripresa.

Le diverse voci che dal 2011 hanno declamato la fine della democrazia e dell’area Euro hanno avuto una grande responsabilità nel destabilizzare i cittadini nei confronti dell’Europa. Dal 1945, i molteplici attacchi terroristici, la questione sull’immigrazione, gli estremismi e la crisi economica non sono bastati a infrangere il sogno europeo di pace e, soprattutto, di libertà: liberi di vivere insieme, liberi di educare i nostri figli, liberi di proteggere le nostre famiglie, liberi di intraprendere nuove attività, liberi di creare e liberi di investire e risparmiare per le precedenti e le future generazioni. Creazione: ecco la parola d'ordine per i prossimi anni in Europa e altrove: creazione di posti di lavoro, creazione di nuove imprese, creazione di ricchezza, creazione di talenti perché come Albert Camus scriveva nel suo libro “Il mito di Sisifo”: "Creare è vivere due volte". Dopo un voto così cruciale e all’indomani dell'anniversario della fine della seconda guerra mondiale, la maggior parte dei cittadini europei ha tirato un sospiro di sollievo, anche se il futuro della Francia e dell’Europa sono lontani dall'essere già scritti.

Testo redatto l’8 maggio 2017 da Igor de Maack, Gestore e Portavoce della Gestione.

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Di Igor de Maack, Gestore e Portavoce della Gestione     "Gli investitori privilegeranno all’unanimità i titoli azionari francesi insieme a quelli europei all’interno della loro asset allocation."   La democrazia ha sconfitto ancora una volta, non senza difficoltà, la piaga...
2017-05-10