09 Maggio 2017

Il punto settimanale sui mercati di Igor de Maack

Commento di gestione

La democrazia ha ancora una volta sconfitto, non senza difficoltà, la piaga dell’estremismo politico. Austria, Spagna, Italia, Olanda e ora la Francia hanno scelto la via della saggezza e della continuità, anche se non si può negare che, nel vecchio continente, le cose si siano fatte più complicate dal 2008. Il sangue freddo degli elettori democratici ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore di un presidente il cui programma economico è social-liberale, serio e pro euro. Ora Macron dovrà cercare di ottenere una maggioranza parlamentare equilibrata per poter governare e generare la famosa "scossa di fiducia". Gli elettori hanno respinto le ombre populiste, i programmi economici poco trasparenti e le promesse di una spesa pubblica insostenibile. È arrivato il momento di concentrarsi sull’economia perché l'area € sta confermando, giorno dopo giorno, la sua ripresa economica.

Le prime pubblicazioni dei risultati trimestrali sono solide e il commercio mondiale si è avviato verso una timida ripresa. Le diverse voci che dal 2011 hanno declamato la fine della democrazia e dell’area euro hanno avuto una grande responsabilità nel destabilizzare i cittadini nei confronti dell’Europa. Dal 1945, i molteplici attacchi terroristici, la questione sull’immigrazione, gli estremismi, la crisi economica non sono bastati a infrangere il sogno europeo di pace e, soprattutto, di libertà: liberi di vivere insieme, liberi di educare i nostri figli, liberi di proteggere le nostre famiglie, liberi di intraprendere nuove attività, liberi di creare e liberi di investire e risparmiare per le precedenti e le future generazioni.

Creazione: ecco la parola d'ordine per i prossimi anni in Europa e altrove: creazione di posti di lavoro, creazione di nuove imprese, creazione di ricchezza, creazione di talenti perché, come Albert Camus scriveva nel suo libro “Il mito di Sisifo”: "Creare è vivere due volte".

Dopo un voto così cruciale e all’indomani dell'anniversario della fine della seconda guerra mondiale, la maggior parte dei cittadini europei ha tirato un sospiro di sollievo, anche se il futuro della Francia e dell’Europa sono lontani dall'essere già scritti.

Testo redatto il 9 maggio 2017 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione.

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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La democrazia ha ancora una volta sconfitto, non senza difficoltà, la piaga dell’estremismo politico. Austria, Spagna, Italia, Olanda e ora la Francia hanno scelto la via della saggezza e della continuità, anche se non si può negare che, nel vecchio continente, le cose si siano fatte più complicate dal 2008. Il...
2017-05-09