09 Dicembre 2016

Il punto settimanale sui mercati di Igor de Maack

Commento di gestione

Impossibile non parlare di colui che è stato recentemente eletto "uomo dell'anno" dal Time Magazine: il Presidente Trump. Con Donald gli investitori (soprattutto azionari) si ritrovano come Alice: nel Paese delle Meraviglie. Gli indici americani segnano nuovi massimi e gli indici europei hanno iniziato il loro rally di fine anno dopo le dimissioni di Matteo Renzi che pare aver sovrastimato il suo consenso popolare, legando il suo futuro all’esito di un referendum ordinario ma piuttosto tecnico. Senza scadenze elettorali, gli investitori sembrano riscoprire l'interesse dell’investimento azionario e l’utilità di inserire in portafoglio titoli che nel passato hanno mostrato fondamentali deludenti (titoli petroliferi e bancari). La rotazione tra asset class e settori prosegue dunque in una gioiosa atmosfera natalizia alla “Saint-Nicolas”. Con il loro peso negli indici, i finanziari e le materie prime lanciano una vera sfida per le gestioni poco collegate agli indici che sono rimaste per troppo tempo lontane da questi temi value.

Sul fronte economico, per il momento, le intenzioni e il programma di Trump negli Stati Uniti hanno convinto gli investitori su un ulteriore prolungamento del ciclo americano. Ma resta da dimostrare se rivitalizzare tutte le economie mondiali attraverso lo stimolo fiscale costituisce una soluzione praticabile e adeguata e se l'inflazione beneficerà anche i lavoratori. Nell’Eurozona, la BCE ha annunciato l'estensione del suo programma di acquisto di asset, riducendo gli importi mensili acquistati (da 80 mld € a 60 mld €) e modificando le modalità d’acquisto, rese ormai più flessibili, in particolare sui criteri di rendimento e di scadenza. Indirettamente, questi annunci appaiono più come una forma di tapering e il mercato obbligazionario non si sta sbagliano, in quanto i tassi di interesse europei sono saliti nel giorno dell'annuncio. Così, la divergenza monetaria tra gli Stati Uniti e la zona Euro potrebbe durare ancora per poco. Lasciar salire troppo i tassi USA e non supportare la politica monetaria americana potrebbe condurre la maggior parte dei flussi globali verso l’area dollaro e penalizzare così l'Europa.

Non è tardi per inserire nei portafogli titoli bancari e tematiche value. Dal 2008, è stato quasi impossibile convincere un investitore europeo a rivolgersi verso titoli azionari europei e verso questo tipo di settori. Questi investimenti per tanto tempo "evitati" potrebbero tornare sempre più di moda.

Testo redatto il 9 dicembre 2016 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione.

 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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Impossibile non parlare di colui che è stato recentemente eletto "uomo dell'anno" dal Time Magazine: il Presidente Trump. Con Donald gli investitori (soprattutto azionari) si ritrovano come Alice: nel Paese delle Meraviglie. Gli indici americani segnano nuovi massimi e gli indici europei hanno iniziato il loro rally di fine...
2016-12-09