10 Novembre 2016

Il punto settimanale sui mercati di Igor de Maack

Commento di gestione

Il popolo che ha inventato Mickey Mouse ha eletto Donald Trump a sorpresa generale di tutte le élite finanziarie, politiche e mediatiche di tutto il mondo (tranne forse della Russia). La prima delle grandi scadenze politiche è quindi superata e ciò sfocia in un periodo d’incertezza. Questo risultato avrebbe dovuto scuotere i mercati azionari americani ed europei con una volatilità crescente. Per il momento è successo esattamente l'opposto, in modo contro-intuitivo per le stesse élite. Le borse e i tassi americani a lunga scadenza sono in rialzo, così come il dollaro. Dopo le varie assurdità che abbiamo sentito durante la campagna elettorale, le questioni economiche, monetarie e le misure per rilanciare la crescita riprenderanno rapidamente il sopravvento negli Stati Uniti come altrove. 

Per ora, il programma economico di Trump è basato sull’aumento dell’inflazione e del protezionismo (aumento dei dazi doganali, rinegoziazione degli accordi commerciali, salvaguardia dei posti di lavoro sul territorio americano e rilancio degli investimenti infrastrutturali). Si concentra principalmente sulla riduzione generale delle imposte, che sarà comunque necessario finanziare (non è questo il caso di oggi) o tramite un deficit aggiuntivo o tramite riduzioni della spesa pubblica e/o di sovvenzioni. Ciò è destinato a rivitalizzare una crescita diseguale che rallenta e che è stata gonfiata artificialmente da una politica monetaria distorta dai mercati finanziari. Questo sarà uno dei primi cantieri dell'amministrazione Trump: riportare un po’ di ortodossia finanziaria e di chiarezza alla Fed.

Per quanto riguarda il programma politico e geostrategico, è auspicabile che non vengano realizzate tutte le proposte folli annunciate durante la campagna elettorale. Già nel suo discorso di vittoria, il nuovo Presidente ha dato un messaggio più conciliante nei confronti delle altre nazioni, ammorbidendo il tono della sua campagna. Con l'elezione del Presidente e la conquista delle due camere del Congresso, i repubblicani dispongono ora di tutti i poteri istituzionali. Sapranno davvero farne buon uso per MAKE AMERICA GREAT (and RICH?) AGAIN ...? Questo è il dilemma, ma se guardiamo più da vicino la nuova direzione economica e monetaria degli Stati Uniti essa è ben lontana dall'essere ridicola e nefasta per il mondo. 

Per coloro che volessero approfittare della volatilità attuale o futura riacquistando azioni europee a sconto, in particolare nel settore value (farmaceutico, materie prime, banche), ciò dovrebbe rivelarsi conveniente nel lungo periodo. Riteniamo che le obbligazioni a lunga scadenza siano ancora troppo costose e a rischio, soprattutto se le tensioni inflazionistiche dovessero materializzarsi e combinarsi con un incremento del deficit sotto il mandato di Trump.

Testo redatto il 10 novembre 2016 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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Il popolo che ha inventato Mickey Mouse ha eletto Donald Trump a sorpresa generale di tutte le élite finanziarie, politiche e mediatiche di tutto il mondo (tranne forse della Russia). La prima delle grandi scadenze politiche è quindi superata e ciò sfocia in un periodo d’incertezza. Questo risultato avrebbe dovuto...
2016-11-10