04 Novembre 2016

Il punto settimanale sui mercati di Igor de Maack

Commento di gestione

Nonostante il periodo ricco di pubblicazioni trimestrali, è impossibile non parlare delle elezioni americane. Questa lettera settimanale sarà l'ultima redatta sotto la presidenza di Barack Obama. Senza tirare frettolosamente un bilancio di questi otto anni di mandato, gli investitori saluteranno i sette anni consecutivi di crescita, il progresso tecnologico e il dominio di una cyber-potenza con le sue società Internet, il calo della disoccupazione e l’implementazione dell’Obamacare.

Come a suo tempo fece Bill Clinton, ma in modo meno spettacolare, la Presidenza Democratica dovrebbe ormai aver dimostrato la sua capacità di stimolare l'economia e la creazione di posti lavoro, aiutata, certamente, da una politica monetaria più che accomodante. Il prossimo Presidente e il prossimo Congresso (Senato e Camera dei rappresentanti) non saranno ancora noti alla pubblicazione di questa lettera, ma colui/colei che verrà eletto/a avrà molto lavoro da svolgere. Ridurre le disuguaglianze sociali senza precedenti, diminuire l’indebitamento degli studenti legato alle elevatissime tasse universitarie, aumentare i salari senza comprimere eccessivamente i margini delle società, prolungare il ciclo economico e garantire una relativa stabilità al dollaro, il tutto modificando una politica monetaria ormai considerata troppo accomodante e alterata dai mercati finanziari.

Donald Trump appare come uno spauracchio populista per gli investitori. I mercati si sono intimoriti e la volatilità è aumentata vertiginosamente dato che l'indice VIX è passato da 13 a 20 in soli dieci giorni. Il mondo, in ogni caso, non crollerà dopo una sua possibile elezione così come la Terra è rimasta rotonda anche dopo il referendum sulla Brexit del 23 giugno. A questo proposito, la High Court di Londra ha annunciato di aver imposto al governo britannico, il quale intende contestare questa decisione davanti alla Corte Suprema, di presentarsi al Parlamento per iniziare il processo di uscita dall’UE. Non è dunque così facile divorziare dall'Unione Europea.

In estrema sintesi, tutte le angosce degli investitori sono concentrate verso il verdetto delle urne americane; per quanto riguarda il referendum italiano, negli ultimi sondaggi, il "no" è salito in vantaggio e dai nostri recenti incontri con le società italiane emerge che in realtà il risultato non cambierà drasticamente il modo di governare il Paese nel breve periodo.

A questo punto la domanda è: possiamo trovare un po’ di serenità con tutti questi rischi? YES WE CAN, poiché la scorsa settimana è stata la prima di raccolta positiva sulle azioni europee, dopo una serie di 38 settimane consecutive di flussi negativi.

Testo redatto il 4 novembre 2016 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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Nonostante il periodo ricco di pubblicazioni trimestrali, è impossibile non parlare delle elezioni americane. Questa lettera settimanale sarà l'ultima redatta sotto la presidenza di Barack Obama. Senza tirare frettolosamente un bilancio di questi otto anni di mandato, gli investitori saluteranno i sette anni consecutivi di...
2016-11-04