19 Agosto 2016

Il punto settimanale sui mercati di Igor de Maack

Commento di gestione

L’estate 2016 sta trascorrendo senza particolari drammi e senza esplosioni di volatilità. Alla fine, i mercati hanno deciso che il risultato del voto del referendum britannico resterà un evento delimitato geograficamente (ciò che pensavamo anche noi) poiché il rischio per gli investitori in realtà non è quello derivante dall’uscita di un paese dall’Unione Europea quanto piuttosto quello derivante dall’uscita di un paese dalla zona Euro. Peraltro oggi risultano alquanto insolite le motivazioni adottate dal nuovo governo britannico del rinvio della Brexit al 2019, utilizzando argomenti più o meno adeguati (impreparazione dell’amministrazione britannica, elezioni in Francia). Gli inizi del rallentamento economico potrebbero già farsi sentire a livello locale: inflazione dei prezzi dei beni importati (auto e benzina), primo calo degli affitti dal 2010 e l’indebolimento della sterlina nei confronti di un paniere di divise di circa il 10%-15%. Per il momento gli inglesi restano fiduciosi, forse anche rinvigoriti dalle medaglie vinte dagli atleti inglesi ai Giochi Olimpici. Anche i turisti hanno apparentemente sostenuto i consumi grazie all’indebolimento della sterlina rispetto alle loro divise.

In Francia, la crescita del PIL è ancora prevista tra l’1,3% e l’1,6% per quest'anno, nonostante il rallentamento registrato nel secondo trimestre. Il tasso di disoccupazione ha continuato a scendere, toccando la soglia del 10% e portando il tasso di occupazione al livello del terzo trimestre 2012. Questa ripresa è legata anche alla crescita dei suoi partner europei, in particolare della Germania che ha registrato un buon livello di attività nel secondo trimestre. Nonostante gli attentati, gli scioperi e il lento ed incompleto esito delle riforme strutturali, la Francia può beneficiare della dinamicità delle sue imprese e della tenuta dei consumi, a sua volta sostenuta da una distribuzione di crediti sempre più significativa.

Gli investitori, appena rientrati dalle vacanze estive, scopriranno delle performance che hanno quasi assorbito tutti i picchi di volatilità, tranne in Italia e in generale nel Sud Europa. Il quadro economico e monetario resta  pressoché simile a quello prima dell'estate anche se sarà interpretato diversamente a seconda delle proprie scelte di asset allocation. Coloro che hanno preferito sovrappesare le obbligazioni dei paesi core si focalizzeranno soprattutto sui rischi geopolitici (Brexit, referendum italiano) e sul forte rallentamento della crescita mondiale che, in realtà, non ha avuto luogo. Coloro che hanno preferito sovrappesare il mercato azionario avranno certamente scelto una strada più volatile e rischiosa ma potranno beneficiare delle innegabili qualità intrinseche relative di questa asset class. Per concludere, possiamo affermare  che la ricerca di performance da qui a fine anno sarà alquanto difficile, incerta e affannosa come la corsa alle medaglie olimpiche.

Testo redatto il 19 agosto 2016 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione. 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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L’estate 2016 sta trascorrendo senza particolari drammi e senza esplosioni di volatilità. Alla fine, i mercati hanno deciso che il risultato del voto del referendum britannico resterà un evento delimitato geograficamente (ciò che pensavamo anche noi) poiché il rischio per gli investitori in realtà non...
2016-08-19