20 Maggio 2016

Il punto settimanale sui mercati di Igor de Maack

Commento di gestione

La Fed ha riportato l’attenzione degli investitori sul probabile aumento dei tassi di interesse nel corso dell’estate, provocando così dei movimenti contrari a quelli osservati negli ultimi mesi: tensione momentanea sui tassi, apprezzamento del dollaro, flessione dei mercati azionari. In effetti, i rischi più significativi (recessione americana, abbandono del peg cinese, implosione delle dinamiche economiche europee) non si sono verificati nel primo trimestre. La crescita mondiale degli ultimi due trimestri non è tuttavia fiorente e si attesta al 2,5%, un livello che rende lo scenario economico globale ancora difficile. Così, i mercati azionari europei sono in procinto di irrigidirsi, almeno in termini di volumi trattati, come un lago preso nelle prime gelate invernali, all’avvicinarsi dell’altra questione anglosassone: la Brexit.
 
Il loro umore oscilla a seconda dei sondaggi, che in apparenza danno un leggero vantaggio al "Bremain" quando sono realizzati per telefono. Bisogna riconoscere che nessuno, soprattutto tra coloro che non votano, può prevedere in questa fase l'esito dello scrutinio.
Dal punto di vista economico, è difficile percepire i benefici di un’uscita dal mercato unico per un'economia già deregolamentata e che ha sfruttato al meglio la sua partnership commerciale con l'Unione europea. Fino a quella data, gli  investitori non europei (quindi gli investitori americani) sposteranno più avanti le loro decisioni.
Alcune società stanno adottando una politica attendista prima di iniziare il loro programma d’investimento nel Regno Unito, al contrario, altri sono impegnati in operazioni di M&A nel settore dei servizi petroliferi come Technip e FMC Technologies. Entrambe le società hanno annunciato la loro fusione e la loro decisione di localizzare la sede sociale a Londra, ignorando le conseguenze di un’eventuale Brexit.
 
Una cosa è certa: dopo il 23 giugno, la Gran Bretagna sarà sempre un'isola e l’Europa un continente. Ricordiamoci, inoltre, che se l'inno britannico inizia con "God Save the Queen", finisce anche con questa supplica "Oh save all us."
 
Testo redatto il 20 maggio 2016 da Igor de Maack, Gestore e portavoce della Gestione 
 
 

Il presente commento della gestione  è uno strumento promozionale di presentazione semplificato e non costituisce né un'offerta di sottoscrizione né una consulenza in materia di investimenti. Il presente non può essere riprodotto, divulgato, comunicato, in tutto o in parte, senza la precedente autorizzazione della società di gestione.

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La Fed ha riportato l’attenzione degli investitori sul probabile aumento dei tassi di interesse nel corso dell’estate, provocando così dei movimenti contrari a quelli osservati negli ultimi mesi: tensione momentanea sui tassi, apprezzamento del dollaro, flessione dei mercati azionari. In effetti, i rischi più...
2016-05-20